Progetto di scrittura: “Core n’grato”

Ambrogio Esposito è un ricco industriale di Milano e come tutte le mattine entra nel suo ufficio e, seguendo un rituale tutto suo, posa sul tavolo i suoi due cellulari, accende contemporaneamente il suo pc portatile ma anche il computer che troneggia sulla sua scrivania manageriale e come ogni giorno saluta con un cenno compiaciuto la foto incorniciata di Paolo Maldini ed il quadro che raffigura il Duomo di Milano alle sue spalle.

Inizia un altra giornata simile a tante altre, un altra giornata di lavoro, telefoni che squillano, fax e mail. Fuori, la solita atmosfera grigia e nebbiosa.

Bussano alla porta, è la segretaria, Laura 48 anni portati male, tailleur anonimo e sguardo impassibile e severo, una donna che è nata segretaria e lo sarà per tutta la vita.

“E’ arrivata una raccomandata da Napoli, dottore.”

La sua voce è monotona e senza inflessioni.

Ambrogio ringrazia, la congeda e apre incuriosito la missiva.

E inizia a leggere:

“Ciao nipote mio caro, sono zio Giuseppe, ti ricordi?

Il tuo zio preferito di Napoli, quello che quando eri piccolo ti teneva sulle ginocchia e facendoti andare su e giù ti cantava “Sega sega mastu’Ciccio nà panell e nù sassiccio” e una volta mi sei pure scappato dalle mani e sei caduto con la capa pe’ terra…eh! …che bei tempi!

Quando riceverai questa lettera io sarò morto, si morto, morto defunto, andato, ma ….. non ti preoccupare che me ne sono visto bene, anche se zia Rosa, che poi era mia moglie cioè tua zia, non sapeva niente….

Io ho lavorato tanto ed ho investito i miei soldi in terreni ed immobili che vorrei lasciare a te, mio nipote preferito, ma, visto che non ti vedo da tanto, voglio essere sicuro di aver fatto la scelta giusta: dovrai superare una piccola prova per accedere all’eredità. Tempo fa ho aperto un ristorante in provincia di Napoli, un ristorante dallo stile un po’ particolare che tu dovrai continuare a gestire per un anno senza che vada in fallimento. Se ci riuscirai, potrai prendere possesso di tutta l’eredità. Al tuo arrivo a Napoli il notaio Bevilacqua ti spiegherà tutto. E quest’è.

Il tuo, ormai defunto, zio Giuseppe.

P.S. hai 24 ore per decidere, passato quel tempo se il notaio non riceve tue notizie l‘eredità passerà a tuo cugino Ciro che devo dire non mi è mai piaciuto tanto e non mi era molto simpatico anche perché non gli piaceva il capitone fritto che io preparavo per lui e per me con tanto amore a Natale.”

Terminata la lettura, Ambrogio Esposito ha un tuffo nel passato.

(continua)

FINE

Inafferrabile a volte il destino,
sfugge incontrollabile,
scivola ogni pensiero felice
avanza un singhiozzo dell’anima
sensazione di spazio infinito
alterabile la mente in percorsi inevitabili,
come potrebbero essere evitate le solite parole,
i soliti inganni, le inutili promesse, le false risate,
gocce di pioggia che si fermano su di un vetro
e tremano giù ,
gocce di rabbia che si fermano tra le pieghe di una canzone
e non ne escono più,
avrei bisogno di un tramonto
avrei bisogno della luna
avrei bisogno di qualcosa che è poesia
avrei bisogno di un oceano in tempesta
avrei bisogno di una parola, solo una…
Fine
Per poi iniziare daccapo con inchiostro di sole